Dopo 13 amichevoli ore di bus (durante le quali avrei dovuto socializzare con i miei compagni di corso, ma che ho invece trascorso DORMENDO a tutto spiano dal secondo in cui ho poggiato il deretano sul sedile) siam giunti nella ridente Oslo, capitale della ancor più ridente Norvegia. Incredibile ma vero, c’era il sole e si poteva addirittura vagare non guanti-muniti senza rischiare un distacco delle appendici.
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Scopo della visita: ammirare in tutto il suo splendore la nuova Opera House tuttora in costruzione. Descrizione: un agglomerato di marmo bianco di Carrara tagliato su commissione in Cina e assemblato in una miriade di piani sbilenchi… tanto comodo d’inverno col ghiaccio, e molto agibile da tutti, SOPRATTUTTO dai diversamente abili. Quando qualcuno dei miei compagni ha chiesto all’architetto (che ci spiegava -tutto entusiasta- di come avessero accuratamente nascosto le fonti luminose) perchè avessero usato un materiale così palesemente inadatto e alieno alla cultura norvegese, il brav’uomo ha risposto: ‘Perchè ce lo possiamo permettere’. Genius! Allora mettete anche i corrimano in platino e le poltrone rivestite in pelle di foca monaca, no? Comunque, furbizia a parte, Oslo si è rivelata per l’ennesima volta la città omorta (e carissima) che aveva già dimostrato di essere quest’estate. Solo con più gente.
Per fortuna, l’operazione di socializzazione (dopo il tragico viaggio) è andata a buon fine! Soprattutto quando, la prima sera, abbiamo giocato tutti a ‘mima il film’. Indovinate quale film ho dovuto mimare io?!? (della serie.. facciamoci già conoscere)
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GOLA PROFONDA (con tanto di movimento)
Febbraio 10, 2008 at 11:59 pm
non poteva iniziare meglio