Come al solito, l’unico giorno utile per andare a vedere la famigerata Forniture Fair era ovviamente anche l’ultimo giorno di apertura della fiera… ma comunque, armati di entusiasmo e belle speranze (ma soprattutto carichi di meraviglia), io e Michal (compagno di corso e di studentato slovacco con scarsissime proprietà linguistiche inglesi) ci avventuriamo in metro verso il postaccio.
Giunti al capolinea, QUALCOSA (vedi: ettari ed ettari di foresta) ci fa capire che magari il posto non è quello giusto, ma la spavalderia sempliciotta che ci aveva spinti all’avventura senza uno straccio di cartina, ci sprona ad andare avanti indisturbati lungo l’unico sentiero disponibile.
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Dopo una buona mezz’ora di cammino (durante il quale il dialogo più lungo è stato ‘parola-a-caso-mezza-inglese-e-mezza-slovacca’ ‘what?’ ‘nothing’),
finalmente si prospetta in lontananza il profilo di una strada. Ovviamente abbiamo subito rotto i maroni alla prima anima pia che ha avuto la sfortuna di incontrarci (una signora anziana che parlava inglese meglio di me), e che ci ha ‘incoraggiati’ dicendo che la fiera era proprio dietro l’angolo, a soli 20 minuti di bus praticamente. E che sarà mai!
Ma passiamo direttamente all’arrivo in fiera.
Tra una cosa e l’altra, ci abbiamo messo qualcosa come un’ora e 20 di viaggio, per giungere alla fiera esattamente 40 minuti prima della chiusura. Appresa la lieta novella, è seguita una trafila di bestemmie in 3 lingue diverse (opportunamente censurata).
Morale della favola: abbiamo visto solo 2 dei 5 padiglioni, di corsa, stanchi, affamati, fetenti e SENZA POTER SCATTARE MANCO UNA FOTO! Maledetti svedesi! (agitando il pugno in segno di vendetta) Però il poco che abbiamo visto meritava (almeno quello…), soprattutto il padiglione dedicato ai giovani designers emergenti, con allestimenti stupAndi (alla lisa simpson) e soprattutto CIBO GRATIS! (personalmente mi sono frecata zucchero filato, mandarini e acqua aromatizzata al limone)
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Le uniche foto che sono riuscita a rubare, sono delle meste immagini della fontana lumino-sonora all’ingresso (appena mi degno di scaricarle le allego), che ovviamente grazie alla mia maestria nel campo della fotografia, sono venute sfocate, decentrate e patetiche…
Unica consolazione: la birrozza che io e il buon Michal ci siamo scolati dopo, in centro. (in un pub slovacco per la precisione… non sapevo neanche della loro esistenza) 5 euro ben spesi… ancora una volta MALEDETTI SVEDESI
Febbraio 14, 2008 at 12:10 am
Apriamo il capitolo “tu e il TUO amico Micolay”. Chiudiamolo.
…..ma lo zucchero filato??! c’erano anche gli elefanti alla Forniture Fair? Ma che strani questi svedesi. Per non parlare degli slovacchi…………
Com’era? “La ? più la scacci e più l’avrai”!